Il 2011 inizia con una buona notizia per chi vende su eBay: dall'1 gennaio
scorso, infatti, come gran parte dei lettori saprà,
i venditori
privati possono vendere sul sito d'aste senza dover più pagare le
tariffe d'inserzione.
Si tratta di un importante cambiamento, che allinea nei fatti le vendite sul
sito d'aste a quelle di "eBay Annunci", altra piattaforma del gruppo eBay, ma
gratuita e dedicata agli annunci di vendita in ambito locale.
La novità, tuttavia, come si legge sul sito di eBay, è indirizzata a chi vende come privato, quindi
non ai PowerSeller e
ai venditori professionali, e presenta le seguenti limitazioni:
- La messa in vendita gratuita è limitata a 100 oggetti messi in vendita ogni
mese in formato
Asta online senza prezzo di riserva..
Dal 101esimo oggetto in su, si applicano le tariffe d'inserzione standard.
- Le aste online esenti da tariffa possono avere qualsiasi prezzo di partenza e
riguardano beni per la maggior parte delle categorie. Le tariffe di inserzione,
invece,
sono dovute per i beni venduti nelle categorie
Auto, Moto e Imbarcazioni.
- Le tariffe d’inserzione
si applicano comunque alle
inserzioni in formato
Compralo subito e a quelle in
formato
Asta online con l’opzione Compralo
subito.
- La messa in vendita in due categorie comporta per la seconda categoria il
pagamento della tariffa d'inserzione secondo gli importi standard.
- Per qualsiasi ebayer (venditore privato o professionale) la commissione sul
valore finale continua ad applicarsi e resta invariata.
L'eliminazione delle tariffe d'inserzione su eBay.it rappresenta indubbiamente
un passo avanti per la crescita del fenomeno "aste online" e dell'
e-commerce c2c nel nostro Paese, da valutarsi anche con un
certo entusiasmo
se confrontata con quel che accade sulle altre
piattaforme di eBay. Si pensi ad es.
alla
statunitense eBay.com, dove, per godere di una agevolazione del genere, il
prezzo di partenza del bene venduto nelle prime 100 aste deve essere massimo di
$0.99 (circa 80 centesimi di euro).
Sui forum nostrani e più in generale nel Web italiano, la novità è vista
positivamente soprattutto per chi non riesce a vendere al primo colpo (con una
sola asta) un certo articolo e d'ora in avanti
risparmierà
sulle successive tariffe per la sua rimessa in vendita.
Ciononostante la portata della novità rimarrà a parere nostro contenuta, essendo
le
commissioni sul valore finale (di regola pari al 9,5% del
prezzo di vendita finale del bene) unite alle eventuali
tariffe per la ricezione del pagamento con PayPal (il
cui importo standard per transazione è del 3,4% + € 0,35), il
vero tasto
dolente per chi vende privatamente su eBay. Un deterrente per chi vuol
vendere occasionalmente beni di valore esiguo sul sito d'aste,
al punto
da spingere sempre più gli interessati a utilizzare portali concorrenti,
mercatini o siti di annunci (
subito.it su tutti).
Circostanza probabilmente non sottovalutata da eBay, che sembra investire da
tempo sempre più in quest'ultimo tipo di e-commerce.
Resta da valutare l'impatto della "novità" sul lato oscuro di eBay, quello degli
illeciti consumati nel mondo delle aste online. Il riferimento va in particolare
a chi evade il fisco e, spacciandosi da sempre venditore
privato, non potrà che trarre giovamento dall'azzeramento delle tariffe
d'inserzione. Sui risvolti positivi per truffatori e falsari, solo il tempo
potrà darcene notizia.
Quel che speriamo, a parte tutto, è che la novità si traduca effettivamente in
una regola
permanente per chi vende su eBay.it e non risulti
nei fatti una semplice "promozione", come
viene indicata nella pagina sulle "Tariffe d'inserzione" di
eBay.it, magari destinata
a scomparire dopo un pianificato
periodo di rodaggio.
Redazione InterTraders