L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha finalmente avviato
un'istruttoria nei confronti del noto sito di download a pagamento
Easy
Download (
http://easy-download.info/). L'indagine sarebbe partita dopo
diverse denunce da parte delle principali associazioni a tutela
dei consumatori e
migliaia di segnalazioni inviate da utenti
finiti nella trappola del portale in questione.
Easy download, lo ricordiamo, è un sito attivo dal marzo di
quest'anno e che offre -in modo davvero singolare- il download di software gratuito (e facilmente reperibile in rete) a pagamento, ossia dietro
registrazione e
versamento di una quota annuale di ben 96
euro.
Le ragioni che hanno macchiato il portale di illiceità e pratiche commerciali
scorrette in danno dei consumatori, sarebbero legate
alle modalità con
cui viene offerto il download dei vari programmi per chi accede
direttamente al sito dai motori di ricerca (Google in particolare), dal costo
del servizio e dalle informazioni per recedervi rese
sostanzialmente
invisibili all'utente. Il tutto impostato in modo tale da far credere
ai visitatori che si tratti di un sito di download gratuito.
Sebbene la gestione di
Easy Download faccia capo ad un'azienda
europea -la tedesca Euro Content Ltd.- il
modus operandi ingannevole
del sito,
i dati di registrazione dello stesso e l'uso di
numerosi
redirect per indirizzarvi gli utenti, richiamano nei fatti
quella che è una pratica fraudolenta sempre più diffusa nel mondo
dell'e-commerce e del p2p a pagamento (
v. link a un nostro precedente
approfondimento e il
recente video pubblicato nella sezione 'YouTrader').
L'iniziativa dell'Antitrust è stata accolta positivamente dalle varie
associazioni, ma ci chiediamo se possa portare risultati concreti a tutela dei
consumatori. Siti come
Easy Download, infatti,
sono il
frutto di menti impunite e particolarmente abili nelle truffe contrattuali
online, nelle pratiche commerciali scorrette e nel 'mescolare' dati personali
per rendersi irrintracciabili. Pertanto provvedimenti inibitori
finalizzati a
impedire l'accesso al portale da motori come
Google lasciano il tempo che trovano,
in ragione dell'uso massiccio di
redirect, nuovi domini e prestanome che i gestori di simili portali
(complice il Web) fanno con una certa facilità.
Redazione InterTraders