Chi gestisce un sito Internet e desidera pubblicizzarlo nel Web conoscerà
probabilmente Google AdWords,
celebre servizio di Google rivolto a tutti coloro che
desiderano far crescere la popolarità del proprio portale (di e-commerce,
professionale o amatoriale che sia) in rete e senza investire necessariamente
enormi capitali.
Purtroppo,
come già accade per altri servizi finanziati attraverso
denaro inviato via Internet dagli utenti, anche AdWords da qualche anno
è finito nel mirino dei phishers e non è una novità trovarsi nella casella di
posta delle email come questa:
il corpo del messaggio in esame, dietro l'avvertimento dell'imminente scandenza
del servizio, invita l'utente a cliccare su un certo link presente nell'email e
a digitare nel successivo sito web (un perfetto clone dell'originale) nome
utente e password di accesso. Secondo il classico schema del phishing i dati,
una volta digitati,
vengono acquisiti fraudolentemente dal phisher e
utilizzati successivamente per fare spam o compiere ulteriori attività
illecite.
La tecnica deve aver riscosso successo tra i phishers, tanto da spingerli ancora
una volta a fingersi
providers di servizi Internet e a richiedere esplicitamente
alle potenziali vittime persino i dati per amministrare i loro siti Web.
Nelle ultime ore, infatti, Trend Micro (azienda leader nel settore della
sicurezza dei contenuti Internet) ha segnalato sul suo blog
una nuova
variante di phishing principalmente rivolta a webmaster e gestori di siti
Internet.
A seguito di una email proveniente in apparenza dal provider del proprio spazio
Web, l'utente viene invitato dietro le motivazioni più fantasiose a cliccare un
certo link che rimanda al pannello di amministrazione del sito.
In realtà quello che compare dopo all'apertura del link
altro non è che
un sito clone realizzato dal phisher in cui vengono chieste le
credenziali di autenticazione per accedere alla gestione del portale.
Nell'immagine a seguire (fonte: TrendLabs Malware Blog) viene mostrato un
esempio di sito fraudolento:
da notare le informazioni richieste alla vittima:
- Indirizzo di accesso al server FTP;
- Login FTP;
- Password FTP;
a dati digitati una schermata ringrazia l'utente per aver inserito le
informazioni richieste e
lo reindirizza ingannevolmente al sito
originale del provider (v. immagine a seguire).
Eloquente è
la molteplicità di rischi a cui viene esposto con
questa azione fraudolenta l'intestatario dello spazio Web: assecondando la
richiesta delle credenziali, la vittima fornisce infatti al criminale di turno
quelle informazioni fondamentali
per assumere il controllo del sito
Internet e utilizzarlo per le finalità illecite più disparate.
Redazione InterTraders