Come
da tempo preannunciato e da alcuni temuto, l’amministrazione
finanziaria, allo scopo di contrastare potenziali fenomeni evasivi nel settore
del commercio elettronico, ha intrapreso una serie di indagini ad ampio raggio
su chi, “in maniera abituale”, compie affari sui principali siti di aste
on-line, ricavando volumi d'affari cospicui e non indicandoli nella
dichiarazione dei redditi.
La Direzione Regionale delle Entrate del Veneto in collaborazione con la Guardia
di Finanza, con un comunicato del 14 settembre 2009 (ripreso da
ItaliaOggi), infatti, ha
reso noto di aver focalizzato le proprie indagini soprattutto su chi ha venduto
negli ultimi tempi attraverso eBay.
Nella prima fase i controlli si sarebbero concentrati su chi ha dichiarato in
passato
redditi da lavoro dipendente (insegnanti, impiegati, dipendenti
pubblici, ecc.) ed è risultato privo di partita IVA. I tecnici della
D.R.E., con l’ausilio
di un software innovativo in grado di
leggere e selezionare le transazioni più remunerative pubblicate su eBay,
avrebbero individuato per il solo anno 2007, 900 veneti che avrebbero
utilizzato la piattaforma per attività di commercio elettronico; di questi una
settantina -dieci per ogni provincia- avrebbero effettuato centinaia di
transazioni realizzando cospicui introiti.
In un secondo momento per ognuno di questi potenziali evasori, la GdF avrebbe
richiesto ad eBay, di conoscere i dati anagrafici, quelli fiscali dichiarati
dagli stessi utenti nella procedura di iscrizione alla piattaforma nonché
l’esatto ammontare monetario delle transazioni ed il loro numero.
I dati in tal modo raccolti (
nome e cognome dell’utente, ragione
sociale, nickname, indirizzo, numero telefonico, e-mail, codice fiscale, numero
di oggetti venduti) sarebbero stati confrontati con il volume d’affari
esposto in dichiarazione ed il numero delle operazioni eseguite allo scopo di
verificare se tutte le operazioni compiute su eBay fossero state effettivamente
contabilizzate.
Secondo quanto documenta ItaliaOggi, dalle informazioni finora raccolte, sarebbe
emerso che i soggetti “indagati” avrebbero dichiarato al Fisco normali redditi
da impiegati (il loro lavoro effettivo) omettendo, però, di inserire nei 730
decine di migliaia,
ma anche centinaia di migliaia di euro,
frutto delle loro transazioni commerciali on-line.
Su tutti uno dei casi più eclatanti è stato quello di un
contribuente della provincia di Vicenza che nel 2005 avrebbe realizzato
attraverso eBay oltre 8 mila vendite, ricavando 160 mila euro e l'anno
successivo 13 mila transazioni, per un totale di 380 mila euro, saliti a 1,3
milioni di euro complessivi negli anni 2007 e 2008, periodo in cui l'utente in
questione avrebbe concluso circa 38 mila transazioni. Il tutto
senza
avere partita IVA e dichiarando, sempre per il periodo in questione, nel modello
730, un reddito da normale lavoro dipendente.
Inutile dire che tutto ciò non completa il quadro dei potenziali evasori
all’interno del noto portale d’aste, dal momento che i soli uffici delle Entrate
del Veneto concluderanno le operazioni di verifica entro la fine del prossimo
mese di novembre. Successivamente, infatti,
partiranno i controlli anche
su molti altri soggetti, e in molte altre regioni.
Daniela Carella
per International Traders