“C'è crisi, si vende poco”, “è un periodo difficile per tutti”, “la
recessione si fa sentire in tutti i settori”; frasi come queste le sentiamo
pronunciare quasi quotidianamente negli ultimi mesi e chi compra e vende in
Rete, nonostante i prezzi “anticrisi” pubblicizzati da molti siti, si sarà reso
conto che il periodaccio che attraversa l'economia mondiale
non
risparmia neanche l'e-commerce.
Probabilmente alcuni dei lettori ricorderanno che meno di un anno fa ci siamo
occupati
dell'e-commerce
dei dati bancari rubati, un tipo di attività illecita
in rapida crescita su
Internet. Ebbene, stando a quanto si legge in Rete in queste ore, la crisi
sembrerebbe aver prodotto i suoi effetti anche su questo tipo di business.
A giudicare infatti dai prezzi particolarmente bassi a cui vengono ormai venduti
numeri di carte di credito, dati di conti correnti bancari e altre informazioni
acquisite illecitamente, si direbbe che quello in corso
sia un periodo
nero anche per chi truffa nel web.
Fino
a meno di 5 centesimi di euro per il numero di una carta di
credito, meno di 8 centesimi per le credenziali di accesso a un conto corrente
bancario e meno di 3 euro a settimana per uno spazio web da utilizzare
per finalità illecite, sono solo alcune delle tariffe “anticrisi” promosse in
questo periodo dai crackers. E non mancano siti che per 20-30 dollari (tra i 15
e i 22 euro) e un ordine minimo di 300 dollari (circa 230 euro - v. immagine a
seguire), offrono incredibili e minuziosi pacchetti di informazioni bancarie
appartenenti a ignari correntisti.
L'aspetto più singolare è, tuttavia, quello legato alla varietà di servizi e
alla concorrenza tra chi opera nel settore. Alcuni gruppi di
criminali, per esempio, per venire incontro ai potenziali acquirenti arrivano a
organizzare veri e propri corsi mensili a distanza (di durata variabile e prezzo
"vantaggioso" - v. immagine a seguire) per insegnare a rubare dati bancari,
fornendo agli interessati oltre al materiale didattico persino l'ausilio in
tempo reale di un tutor online!
Nonostante ciò vi è chi ritiene che l'abbassamento dei prezzi e il dilagare
delle offerte non sia un effetto della crisi che in questo periodo investe
l'economia mondiale; alcuni esperti americani di sicurezza informatica, infatti,
sostengono che il calo dei prezzi sia da ricollegare
alla sempre maggiore difficoltà nell'utilizzo di credenziali e
informazioni bancarie rubate, grazie ai più rigidi controlli e al
crescente numero di dati richiesti da parte di istituti di credito e società di
pagamenti nel corso delle transazioni on line.
Nel dubbio, l'unica certezza che sembra emergere dal quadro appena delineato è
l'inarrestabilità e l'inflazionamento del fenomeno in
questione, ormai alla portata di tutti i tipi di acquirenti, che siano bande di
criminali o semplici curiosi.
Redazione InterTraders