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Sabato 07 Dicembre 2019
Focus

eBay, cosa dovremmo fare per ricevere i pacchi dall'estero

Lunedì 05 Gennaio 2009
autore: Redazione InterTraders
Circa un anno fa pubblicammo un interessante articolo sulla situazione degli acquirenti coinvolti nelle compravendite internazionali b2c: in particolare sul boicottaggio posto in essere da alcuni venditori esteri (soprattutto americani) nei confronti dei compratori italiani, a causa dei numerosi disservizi legati al nostro sistema postale e doganale. Una vicenda particolarmente nota a chi si occupa di e-commerce internazionale soprattutto per i toni "drammatici" che assume quando di mezzo ci sono CMP come quello di Milano Roserio.
Con il nuovo anno, carichi di buoni intenti e sollecitati dai nostri lettori, torniamo a occuparci dell'argomento "pacchi esteri" e lo facciamo (purtroppo) non per annunciare importanti novità o migliorie da parte del nostro sistema postale o di quello doganale ma per segnalare un trend in voga tra chi acquista merce dall'estero, in particolare da Paesi extraUE.

Nei lunghi itinerari che accompagnano le spedizioni internazionali dirette in Italia, il tallone d'Achille sembra essere -a detta delle parti coinvolte nelle transazioni- proprio il tratto finale del tragitto, ossia quello di arrivo della merce nel nostro Paese e di smistamento della stessa ai destinatari finali, caratterizzato da ritardi anche di mesi nelle consegne, sparizione dei colli, intoppi burocratici e dazi non sempre cristallini.

Per far fronte a tali anomalie, da qualche tempo alcuni ebayers hanno deciso di ricorrere ad espedienti "alternativi" per far giungere con sicurezza e in tempi brevi la merce nelle proprie mani: ossia facendola recapitare in una nazione confinante con l'Italia (Svizzera, Austria etc.) o avvalendosi di servizi di "package-mail forwarding" (o "parcel forwarding") offerti da talune società di spedizione.
Entrambe le scelte, se da un lato possono apparire paradossali o antieconomiche, dall'altro sono già collaudate da tempo da alcuni fruitori dell'e-commerce b2c.

Nel primo caso, gli interessati, si avvarrebbero di particolari servizi (come il fermo posta) offerti dai vari sistemi postali nazionali, e senza necessariamente avere domicilio o residenza al di fuori dell'Italia, si farebbero spedire la merce dai venditori extracomunitari direttamente a uffici postali intracomunitari, riservandosi di ritirarla successivamente di persona o delegando un terzo.

Nella seconda alternativa, invece, l'intero processo di raccolta, giacenza, trasporto e consegna della merce verrebbe effettuata da apposite società che -come anticipato- offrono servizi di "parcel forwarding", ossia di inoltro della merce al destinatario.

Esistono molte aziende in Europa e più in generale nel mondo che offrono questa tipologia di spedizione, ed è sufficiente un comune motore di ricerca per individuarle ed effettuare una comparazione dei prezzi e delle offerte. La più menzionata sui forum di eBay è “Consegnato!” che offre proprio un'opzione di “sdoganamento celere” e consegna al domicilio del destinatario per i pacchi provenienti dagli USA (a seguire un'immagine del sito):

Mail forwarding 01

ma non mancano altre ditte come Shipito e US Global Mail particolarmente indicate per chi desidera acquistare merce da venditori americani che non spediscono in alcun modo all'estero (v.immagini a seguire):

Mail forwarding 02

Mail forwarding 03

Il vantaggio dell'uso di un servizio di “parcel forwarding” è indubbiamente legato all'indirizzo fisico “di comodo” e allo spazio nei magazzini dell'azienda che viene offerto al cliente per gli acquisti fatti in Rete. Aspetto, quest'ultimo, indubbiamente da non sottovalutare; normalmente, infatti, la tratta dal magazzino europeo o nazionale del fornitore di “parcel forwarding” al domicilio del destinatario finale viene affidato a terze società come UPS, DHL, TNT, Bartolini etc. La spesa pagata a questi corrieri per il trasporto come risaputo è antieconomica per un solo articolo di valore esiguo, ma viene ammortizzata se il numero di beni aumenta e si resta entro un certo limite di peso. Ne consegue che l'utilizzo di un servizio di “parcel forwarding” spiegherebbe pienamente la sua convenienza quando un acquirente compra più beni all'estero di valore esiguo e peso limitato e li accumula in giacenza presso il magazzino della società fornitrice. Al momento opportuno potrà infatti farseli racchiudere in un solo collo e inviare a destinazione il pacco, risparmiando -se il peso complessivo rientra nel minimo tariffario previso dal corriere- notevolmente.

I due sistemi illustrati, come visto, rappresentano l'alternativa “forzata” a cui sempre più ebayers e utenti si rivolgono per evitare che lo sdoganamento e la gestione dei pacchi avvenga nel modo tradizionale; si tratta sicuramente di un contesto che in futuro conoscerà ulteriori sviluppi e maggiore competitività tra le aziende di spedizione ma che a nostro parere potrebbe non risolvere del tutto i problemi legati alla circolazione dei pacchi esteri. Sui forum stranieri dedicati all'e-commerce, ad es., ad essere criticate non sono solo "la dogana" o "la posta italiana" ma anche la nostra mentalità, caratterizzata a detta di taluni venditori esteri da costante furbizia e negligenza.

Si tratta indubbiamente di pregiudizi radicati ai vari episodi di cronaca ma che trovano talvolta un fondo di verità nel comportamento dei singoli individui e non di un intero sistema. Per rendere più limpido il concetto basti pensare a quei vettori che non si premurano di consegnare la merce al destinatario semplicemente perchè l'indirizzo della sua abitazione è difficile da individuare, facendo di conseguenza tornare indietro il pacco al mittente (che magari è all'estero), con tutte le conseguenza immaginabili.
Per esperienza diretta vi possiamo garantire che ciò può accadere nonostante dietro vi sia il nome di un corriere come quelli succitati. In questi casi il menefreghismo del singolo può pregiudicare facilmente agli occhi di un venditore estero il nome di un'azienda, di un'intera categoria o di una nazione.

Redazione InterTraders


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Scritto da Flavia il 13/03/2012 alle ore: 12:32
Anch'io sarei interessata ad un servizio di parcel forwarding dall'Austria.
Alla pagina informativa sui costi di trasporto ci sono tre prezzi: per spedizione in Austria, per spedizione in Germania, per spedizione in TUTTI gli altri paesi EU (il tutto tradotto con Google traduttore, io non conosco il tedesco). Quindi, mi sono registrata e ho compilato il mio ordine, ma in fase di check out appare la comunicazione (sempre tradotta con google): Siamo spiacenti ma al momento non possiamo spedire nel tuo paese (Italia). Ma come? Se il sito ha un prezzo per la spedizione in TUTTI i paesi EU..... L'Italia non ? pi? EU?
Purtroppo non ho amici in Austria, altrimenti avrei gi? risolto il problema!!!
Spero che qualcuno mi sappia dare un suggerimento!

Scritto da rospetto il 09/01/2012 alle ore: 02:01
mi piacerebbe cono scere una ditta austriaca che faccia questo servizio
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