Sono giornate calde, di fuoco, al quartier generale di eBay, dove con molta
proabilità questa estate verrà ricordata più di altre per le vicende giudiziarie
che vedono coinvolto il noto portale d'aste.
Nelle ultime ore, infatti, una Corte Federale statunitense nell'ambito della
causa tra eBay e Tiffany & Co. (nota azienda americana di gioielli), intrapresa
da quest'ultima anni fa,
ha escluso ogni responsabilità in capo alla
società d'aste per quel che concerne la vendita di gioielli falsi sui propri
portali e l'utilizzo illegittimo del marchio Tiffany. Una decisione che
terrebbe conto delle iniziative anticontraffazione avviate da eBay a livello
planetario negli ultimi anni, ma soprattutto
della condotta tenuta dalla
società di San Jose: non tacciabile di agevolare il proliferare di articoli
contraffatti, ma al contrario, sempre pronta ad intervenire per tutelare il
marchio altrui rimuovendo le aste illecite segnalate dalle aziende interessate.
Quello che appare come un importante precedente pro-eBay sembra destinato,
tuttavia, a rimanere adombrato da ulteriori vicende giudiziarie; nei giorni
scorsi, infatti, la Corte d'Appello francese
ha respinto il ricorso
presentato dai legali di eBay contro la sentenza del Tribunale di Commercio di
Parigi che, come gli ebayers ricorderanno,
nelle settimane scorse ha condannato il colosso delle aste
on line a pagare
quasi 40 milioni di euro alla multinazionale francese
LVMH (Louis Vuitton Moët Hennessy S.A.), per aver permesso sui propri
portali la vendita di profumi e articoli di abbigliamento contraffatti. Una
stangata che conferma la pronuncia di primo grado e a cui probabilmente eBay
reagirà ricorrendo per Cassazione.
In queste ore, intanto, un ebayer americano ci ha segnalato
una strana
vicenda riguardante proprio eBay Inc. e la contraffazione. Alcuni
utenti d'oltreoceano starebbero, infatti, denunciando alla
stampa statunitense una singolare anomalia nella gestione
dei reclami su PayPal.com relativi alla merce contraffatta.
Stando a quanto
si
legge in Rete, infatti, il
"Programma di protezione acquirenti"
statunitense di PayPal prevede una particolare procedura a tutela dell'utente
nel caso di acquisti
riguardanti merce contraffatta. In base a tale meccanismo,
al fine di poter rimborsare l'acquirente, la società richiederebbe a
quest'ultimo la previa restituzione dell'articolo al venditore o, in mancanza,
la spedizione del tarocco a "Liquidity Services", un'azienda
texana convenzionata con PayPal e incaricata di distruggere la merce
contraffatta.
Secondo le accuse degli ebayers americani quest'ultima società non porrebbe fine
al tarocco
ma lo rivenderebbe sui propri e-markeplaces non
rivelandone la natura e ingannando di conseguenza gli acquirenti.
Affermazioni gravi e sconcertanti che, probabilmente, solo
nelle prossime settimane avremo modo di appurare e giudicare concretamente;
intanto, per una panoramica più ampia della vicenda e un quadro più dettagliato
delle segnalazioni invitiamo i lettori a consultare i forum statunitensi
dedicati all'argomento. Su tutti quello da cui è partita la denuncia,
raggiungibile al seguente link:
http://forum.purseblog.com/ebay-forum/paypal-wants-the-fake-chan
el-309773.htmlRedazione InterTraders