Cronache da eBay

eBay, la contraffazione e il terribile sospetto degli ebayers.


autore: Redazione InterTraders
Mercoledì 16 Luglio 2008
Sono giornate calde, di fuoco, al quartier generale di eBay, dove con molta proabilità questa estate verrà ricordata più di altre per le vicende giudiziarie che vedono coinvolto il noto portale d'aste.

Nelle ultime ore, infatti, una Corte Federale statunitense nell'ambito della causa tra eBay e Tiffany & Co. (nota azienda americana di gioielli), intrapresa da quest'ultima anni fa, ha escluso ogni responsabilità in capo alla società d'aste per quel che concerne la vendita di gioielli falsi sui propri portali e l'utilizzo illegittimo del marchio Tiffany. Una decisione che terrebbe conto delle iniziative anticontraffazione avviate da eBay a livello planetario negli ultimi anni, ma soprattutto della condotta tenuta dalla società di San Jose: non tacciabile di agevolare il proliferare di articoli contraffatti, ma al contrario, sempre pronta ad intervenire per tutelare il marchio altrui rimuovendo le aste illecite segnalate dalle aziende interessate.

Quello che appare come un importante precedente pro-eBay sembra destinato, tuttavia, a rimanere adombrato da ulteriori vicende giudiziarie; nei giorni scorsi, infatti, la Corte d'Appello francese ha respinto il ricorso presentato dai legali di eBay contro la sentenza del Tribunale di Commercio di Parigi che, come gli ebayers ricorderanno, nelle settimane scorse ha condannato il colosso delle aste on line a pagare quasi 40 milioni di euro alla multinazionale francese LVMH (Louis Vuitton Moët Hennessy S.A.), per aver permesso sui propri portali la vendita di profumi e articoli di abbigliamento contraffatti. Una stangata che conferma la pronuncia di primo grado e a cui probabilmente eBay reagirà ricorrendo per Cassazione.

In queste ore, intanto, un ebayer americano ci ha segnalato una strana vicenda riguardante proprio eBay Inc. e la contraffazione. Alcuni utenti d'oltreoceano starebbero, infatti, denunciando alla stampa statunitense una singolare anomalia nella gestione dei reclami su PayPal.com relativi alla merce contraffatta.

Stando a quanto si legge in Rete, infatti, il "Programma di protezione acquirenti" statunitense di PayPal prevede una particolare procedura a tutela dell'utente nel caso di acquisti riguardanti merce contraffatta. In base a tale meccanismo, al fine di poter rimborsare l'acquirente, la società richiederebbe a quest'ultimo la previa restituzione dell'articolo al venditore o, in mancanza, la spedizione del tarocco a "Liquidity Services", un'azienda texana convenzionata con PayPal e incaricata di distruggere la merce contraffatta.

Secondo le accuse degli ebayers americani quest'ultima società non porrebbe fine al tarocco ma lo rivenderebbe sui propri e-markeplaces non rivelandone la natura e ingannando di conseguenza gli acquirenti.

Affermazioni gravi e sconcertanti che, probabilmente, solo nelle prossime settimane avremo modo di appurare e giudicare concretamente; intanto, per una panoramica più ampia della vicenda e un quadro più dettagliato delle segnalazioni invitiamo i lettori a consultare i forum statunitensi dedicati all'argomento. Su tutti quello da cui è partita la denuncia, raggiungibile al seguente link:

http://forum.purseblog.com/ebay-forum/paypal-wants-the-fake-chan el-309773.html

Redazione InterTraders

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