“L'abito non fa il monaco” recita un noto proverbio, peccato che nel
mondo delle aste on line la saggezza popolare vada a farsi benedire e gran parte
del business si basi sull'apparenza.
Questa volta, infatti, nell'occhio del ciclone è finito
il motore di
ricerca di eBay e sul forum di ebay.com -quartier generale del noto e-marketplace- malumori e
perplessità emergono sempre più per l'introduzione di un nuovo parametro, per
giunta di default, nelle opzioni di ricerca.
Da diverso tempo si parla di nuovi criteri nell'elencare le aste on line
(complici l'introduzione del Feedback v2.0 e la nascita di
Playground, il
“sottoportale” di eBay dedicato al testing), ma la caratteristica che sta
facendo discutere da diversi giorni gli ebayers di mezzo mondo è denominata “
best match”, un criterio di visualizzazione degli articoli
in asta, che non dovrebbe basersi più su parametri propriamente oggettivi e
neutrali, ma sull'esperienza e i giudizi ricevuti nel tempo dai rispettivi
venditori/proprietari.
Sì, proprio così, con "best match" un utente interessato ad acquistare su eBay,
dopo aver digitato una parola o il nome di un articolo che vorrebbe acquistare,
vedrebbe comparire l'elenco delle aste on line in quel momento
secondo
un ordine frutto di un mix di criteri relativi al venditore quali:
punteggio totale di feedback, presenza di voti negativi, percentuale dei
negativi in relazione ai positivi, presenza del titolo di Powerseller o meno,
media dei giudizi acquisiti tramite il criterio dello “star ratings” (le
classiche stelline, v.immagine a seguire), etc.
Il motivo alla base del malcontento generale, tuttavia, è legato al fatto che
“best match”
dovrebbe diventare il criterio di ricerca predefinito su
eBay (tra l'altro già in sperimentazione per alcune categorie in
Francia), rimpiazzando quello pluriennale basato sulla visualizzazione delle
inserzioni in ordine cronologico di scadenza, presente da sempre sui vari eBay
nel mondo.
Di conseguenza, le aste i cui inserzionisti presentano i parametri sopra
elencati maggiormente “brillanti” avrebbero maggior rilevanza tra i risultati
forniti dal motore di ricerca e comparirebbe più in alto rispetto al resto dei
comuni mortali, novero quest'ultimo costituito da chi ha un punteggio di
feedback basso e magari qualche voto negativo ingiusto. Utenti che praticamente
finirebbero a fondo pagina o nell'oblio delle pagine successive.
Numerosi ebayers sul portale americano non trattenendosi dal far polemica, hanno
inziato ad accusare eBay di discriminazione operata dal motore di ricerca nei
confronti
di chi ha un punteggio di feedback limitato o riceve negativi
per ripicca.
A parer nostro il nuovo criterio (a quanto sembra già presente in Italia sotto
il nome di “
inserzioni più rilevanti” ma ancora in veste di
semplice opzione, v.immagine sotto) diventando
predefinito (di
default) potrebbe scatenare tra i venditori una corsa allo “sfregio” degli
accounts rivali, basato sul rilascio di voti negativi ingiusti pur di far
risaltare i propri articoli nelle
SERP del motore di ricerca di eBay.
In ultimo, la valutazione basata
sulla media acquisita nello “star
ratings” metterebbe alla pari chi
è iscritto da poco tempo sul
portale e ha un punteggio di feedback limitato, con chi vende da anni e ha uno
“score” frutto di migliaia di transazioni; o, peggio, chi si
autocostruisce un punteggio aggiudicandosi aste di pochi centesimi, con chi se
li guadagna onestamente. Elementi che determinerebbero un quadro solo
apparente in termini di affidabilità di chi vende un articolo
rispetto ad un altro soggetto, ma che ingannerebbero sicuramente chi non conosce
eBay e vi acquista per la prima volta.
Redazione InterTraders