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Martedì 27 Settembre 2016
Focus

Drop shipping: affari, ma anche illusioni e truffe

Venerdì 28 Novembre 2008
autore: Redazione InterTraders
Comprare per rivendere su Internet... quanti dei lettori l'avranno pensato o sperimentato almeno una volta nella vita? Che si tratti anche solo di una vendita occasionale, il Web offre diverse opportunità per “tentare” di far soldi senza necessariamente rimetterci un capitale.
Lo sa bene ad esempio chi frequenta forum e portali dedicati al b2c e, senza essere un venditore di professione (ci riferiamo a studenti, pensionati o casalinghe interessati ad accrescere le loro entrate mensili), acquista periodicamente articoli in determinati contesti per rivenderli in altri -magari virtuali- caratterizzati da una certa domanda. Il problema, che si tratti di venditori occasionali o di dettaglianti interessati a calcare le vie dell'e-commerce, è sempre il solito: ridurre al minimo le spese per l'acquisto dell'articolo per accrescere al massimo il guadagno marginale finale.

Ecco allora che l'amico, il conoscente o una semplice ricerca in Rete ci informano dell'esistenza del drop ship (o drop shipping), un particolare modello di vendita a distanza che permette a un rivenditore di offrire un certo articolo su Internet (o nel mondo fisico) senza le spese e gli oneri logistici legati alla classica vendita al dettaglio: su tutti quello di non dover neanche acquistare materialmente la merce dal fornitore-grossista (c.d. drop shipper).
L'accordo di drop ship concluso tra un dettagliante e un fornitore prevede, infatti, proprio la possibilità di poter vendere un bene (ad es. su un portale di aste) senza disporne materialmente; se la vendita ha successo il rivenditore incasserà il prezzo dall'acquirente, tratterrà una % sul totale -come previsto dall'accordo col drop shipper- e girerà il restante importo a quest'ultimo, che si farà carico della gestione materiale dell'ordine e della consegna dell'articolo venduto al destinatario.

Insomma, una tipologia di vendita apparentemente vantaggiosa per un venditore, che trova da tempo larga diffusione negli Stati Uniti d'America e in alcuni Paesi europei come l'Inghilterra, ma che in Italia stenta a decollare. I perchè di quest'ultima infelice situazione sono vari; senza entrare nel merito di un argomentazione squisitamente commerciale che andrebbe esaminata per singolo settore di vendita, basti pensare che spesso la forte competizione tra venditori presente in Rete e le tariffe e le commissioni sul valore finale che alcune vetrine virtuali richiedono (su tutti eBay), rendono antieconomico per un venditore sperimentare (se occasionale) o reggere (se commerciante di professione) costantemente la propria attività sul drop shipping. Certo, ci sono casi di successo in Rete e non mancano persino esempi di drop shippers italiani, ma nei fatti un'evoluzione e capillarizzazione vera e propria del fenomeno nel nostro Paese è ancora un'utopia.

In un contesto del genere non poteva mancare inoltre il rischio di truffe, che negli ultimi tempi ha iniziato a imporsi con prepotenza, al punto che sempre più criminali tempestano le noste caselle postali o realizzano siti Internet ad hoc spacciandosi per finti drop shippers internazionali. Nei restanti casi, ove il contesto non sia strettamente truffaldino, comunque la merce offerta da questi fornitori esteri resta di dubbia provenienza, trattandosi spesso di articoli di origine illecita (vedremo qualche esempio a seguire).

I vantaggi del drop ship per un venditore (occasionale o di professione che sia) si desumono sostanzialmente da quanto innanzi scritto: su tutti la possibilità di investire in determinati settori di vendita senza grossi rischi economici e la mancata necessità di dover adibire un locale per il deposito della merce da vendere.

Il vero problema sono a nostro parere gli svantaggi e i rischi cui va incontro chi rivende tramite drop ship.

Affinchè un dettagliante possa reggere la propria attività sul drop shipping deve necessariamente acquistare grossi quantitativi di merce da rivendere: la presenza infatti in Rete di altri rivenditori che si avvalgono a loro volta di terzi (se non paradossalmente dello stesso) drop shipper -per offrire magari lo stesso tipo di merce- fa inevitabilmente inflazionare il mercato di un certo prodotto, spingendo il prezzo verso il basso e riducendo il guadagno marginale sul singolo articolo... Facile capire come in un contesto del genere il business sfumi totalmente per un venditore occasionale.
Per un approfondimento su quest'ultimo aspetto vi invitiamo a leggere l'interessante testimonianza di un imprenditore italiano pubblicata al seguente indirizzo:

http://recensioni.ebay.it/Venditori-Drop-Shipping-vendere-senza- magazzino_W0QQugidZ10000000002172071


Di fronte a un così infelice scenario è frequente, allora, che un venditore cerchi di capire se convenga o meno acquistare da drop shippers internazionali o intracomunitari, ma in questo caso, come è facile immaginare, nasce il problema delle spese di spedizione antieconomiche per l'acquirente finale e della necessità o meno di informare quest'ultimo del tipo di vendita. Su eBay ad es. alcuni venditori tacciono al riguardo, con l'inevitabile rischio di rivalse da parte dell'acquirente qualora l'attesa per la merce si protragga eccessivamente o i costi di spedizione -se il drop shipper è internazionale- si rivelino eccessivamente alti.
Analogo problema è quello della comunicatività del drop shipper; può accadere, infatti, che a ordine concluso e pagamento effettuato da parte dell'acquirente, il venditore scopra che il fornitore ha esaurito quel tipo di merce, o che peggio, la merce è stata sì consegnata al destinatario, ma risulta viziata... Una circostanza, quest'ultima, che diventa "drammatica" nel drop ship internazionale visti i costi e la tempistica per la sostituzione della merce.

Come anticipato il rischio di frodi ai danni di venditori e consumatori da parte di drop shippers truffaldini rappresenta indubbiamente il fenomeno più inquetante e in espansione negli ultimi tempi; per avere un'idea chiara è sufficiente controllare i messaggi di spam che quotidianamente tempestano le nostre caselle di posta elettronica.

In una email giunta alla Redazione di InterTraders, ad es., una pseudo azienda cinese propone l'acquisto di una serie di articoli griffati e tecnologici a prezzi estremamente vantaggiosi, invitandoci a visitare il proprio sito. Uno stralcio del messaggio riporta quanto segue (da notare la tempistica di gestione dell'ordine e di consegna della merce all'acquirente finale particolarmente allettanti):

"Our company Stock Business Co.,Ltd is a very professional Supplier, Drop Shipper, Manufacturer in China, we can ship everywhere in the world and we can supply more than sixty sorts of brands, such as Nike, Adidas, Armani, BAPE, Boss, D&G, Prada, SEVEN, Timberland etc.

1. Products including: sneakers ,coats, suits, t-shirts, shirts, caps, watches, belts, jeans, sweaters, bags, sunglass and MP3/Mp4.
2. We accept:PayPalmoneybookers Western union MoneyGram and T/T (bank transfer).
3. We do drop shipping everywhere in the world.
4. We will send the item to your customer within 48 hours after receiving payment. And then tell you the tracking number and the tracking website. The delivery takes 5 to 7 days after payment was received.
5. Please feel free to contact us by Email or MSN to get details."


Nulla esclude che, nonostante una pseudocontrattazione con tanto di documentazione sottoscritta da entrambe le parti, a pagamento incassato il drop shipper non spedisca alcunchè all'acquirente, sparendo nel nulla, o peggio -come farebbe un truffatore d.o.c.- sostenga astutamente di aver spedito. In una siffatta circostanza oltre al consumatore a farne le spese sarebbe il rivenditore, dal quale ovviamente il primo pretenderebbe la restituzione dell'importo versato, con tutte le conseguenza immaginibili sul piano legale e non.
Analoghe considerazioni andrebbero fatte qualora il drop shipper offrisse merce contraffatta occultandone la natura o la presenza di vizi (v. e-shop linkato a seguire, segnalato su più forum esteri come specializzato nella vendita di merce falsa).

http://www.hsshopping.com/main.aspx

Va da sé che in questi come in altri casi l'attività fraudolenta del drop shipper si riconoscerebbe già da alcuni elementi “tipici” delle truffe on line, come la superficialità contrattuale con il rivenditore, la mancanza di un controllo sulla documentazione fiscale o commerciale di quest'ultimo, la previsione di una tempistica di gestione degli ordini e di consegna della merce troppo basse in relazione all'ubicazione del fornitore, la presenza di spese di spedizione e di un prezzo della merce eccessivamente convenienti, etc.

Concludendo, lungi dal demonizzare un modello di vendita largamente diffuso nel b2c internazionale e di cui sarà interessante osservarne lo sviluppo futuro in Italia, il drop ship è a parer nostro teoricamente vantaggioso solo per chi opera professionalmente al dettaglio; la sua proficuità infatti -sulla base di quanto scritto e delle testimonianze presenti in Rete- sembrerebbe rilevare solo operando con drop shippers nazionali comunicativi e affidabili, limitatamente a determinati settori (quelli in cui la concorrenza non è elevata e vi sono buoni margini di guadagno) e offrendo al consumatore un supporto e un'assistenza post-vendita celeri ed efficienti al pari delle tradizionali vendite business to consumer.

Redazione InterTraders


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Ultimi commenti inseriti...
Scritto da farina il 16/08/2014 alle ore: 20:34
bhe con i miliardi che si stanno facendo grazie alle truffe drop shipping di articoli se ne comprano molti online
Scritto da Il Mago di Segrate il 30/04/2012 alle ore: 15:38
Il dropshipping in Italia non ? ancora iniziato purtroppo, e come al solito l'Italia ? tra gli ultimi paesi ad "assorbire" una novit?. Una volta assorbita per?, in un attimo il dropshipping andr? sulla bocca di tutti e diventer? cosa comune. Termini come droppascipparo saranno all'uso del giorno.

(Il mago guarda quindi nella sua sfera stereofonica e rivela un colloquio che si svolge a Roma, nel futuro)...

A' Romole' che lavoro hai detto che fai...er Droppascipparo?
No, no Nando ma ch'hai capito? Niente droga, solo scippi...

Hahaha
Scritto da alessandro il 04/01/2012 alle ore: 12:13
ottimo commento vorrei aggiungere un altro possibile problema che pu? verificarsi in questo contesto ... "stranamente quando si vende un oggetto in dropship il cliente (contento dell acquisto) scompare,cio? non torna piu ad acquistare da te" questo fa presupporre che i prodotti non arrivano poi cos? tanto in forma anonima come promesso dalle aziende...
Scritto da irene il 08/11/2011 alle ore: 20:58
..ottimo commento..chiaro..in italia non si fa nulla ...non si crea e non si distrugge nulla.
Scritto da francesco il 13/08/2011 alle ore: 11:16
complimenti: post molto chiaro
Scritto da davide il 10/08/2011 alle ore: 13:05
se vuoi puoi visitare questo link poi vedi tu **************CONTENUTO RIMOSSO PER SPAM*****************

ciao
Scritto da alberto il 25/10/2010 alle ore: 20:22
bel post!!!
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