Nei giorni scorsi l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con la Delibera
n. 209/07/CONS ha disposto le procedure per l’assegnazione dei diritti d’uso di
frequenze per sistemi Broadband Wireless Access (BWA) nella banda a 3.5 GHz. La
decisione va salutata in maniera positiva, dato che costituisce un passo avanti
per l’implementazione della tecnologia WiMax e l’eliminazione di quel ‘digital
divide’ all’italiana che da alcuni anni ormai segna il nostro modo di vivere la
Rete.
WiMax, acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access, è una
tecnologia che consente la trasmissione a banda larga, senza fili ed a basso
costo; la facilità di implementazione e la possibilità di essere sfruttata su
qualsiasi tipo di territorio, a prescindere dalle caratteristiche geografiche o
topografiche, la rende particolarmente competitiva sul mercato.
Una scommessa per il nostro Paese, considerato l’impegno preso dal Ministro
delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, già dall’anno scorso per garantire
l’adozione di una banda larga su tutto il territorio nazionale, ed una necessità
viste le condizioni in cui ormai versano i tanti internauti italiani, molti dei
quali ancorati a linee analogiche o impossibilitati a fruire della Rete dalla
propria abitazione.
Il quadro attuale del ‘digital divide’ in Italia non è per nulla incoraggiante
(come già evidenziato in un mio precedente post), sia in rapporto alle altre
nazioni, che alla luce dei vari ‘eEurope Action Plans’ in ambito europeo.
Secondo un’indagine promossa dalla Commissione europea sullo stato
dell’e-comunication in Europa, l’Italia incontra difficoltà nell’implementazione
della banda larga per uso domestico: se da un lato le imprese collegate alla
Rete in broadband sono il 70% del totale, per le famiglie la percentuale scende
al 14% mostrando un ritardo imbarazzante rispetto ad Olanda (65%), Danimarca
(60%), Finlandia (49%), Belgio (47%) e Svezia (43%). Gap ulteriormente in
crescita a causa della lenta diffusione delle connessioni a banda larga,
aumentate in Italia solo del 2% negli ultimi 6 mesi rispetto ad altri Paesi come
Danimarca (+11%) e Spagna (+9%).
Non resta a questo punto che attendere, sperando che le parole del ministro
Gentiloni e di questo Governo si concretizzino in un impegno serio e di svolta
nell’alfabetizzazione informatica della nazione.
Articolo tratto dal blog:
Il nuovo cittadino
Michele Pierluigi Massa