Aspetti giuridici dell'uso di dispositivi elettronici per i pagamenti e i
principali rischi per le aziende
Una delle peculiarità del commercio elettronico è senza dubbio quella di
permettere a chi desidera concludere transazioni via Internet di farlo in breve
tempo e senza incontrare le lentezze e gli inconvenienti propri del commercio
"tradizionale". Vantaggi, tuttavia, che devono costantemente guardare al
progresso tecnologico e alle nuove esigenze degli internauti (imprenditori o
consumatori che siano) e che possono mutare in aspetti negativi quando il tipo
di compravendita richiede una tempistica diversa rispetto a quella tradizionale
in virtù dell'ubicazione delle parti o del bene oggetto del contratto. Si pensi esemplificativamente alla compravendita di software e di altri beni
digitali (c.d. e-commerce diretto), all'ipotesi in cui le parti risiedano in
continenti diversi e all'eccessiva onerosità che accompagnerebbe un pagamento
tramite, ad es., bonifico bancario tradizionale. Tutti fattori che
comprometterebbero inevitabilmente l'autonomia negoziale dei contraenti
dissuadendoli finanche a rinunciare alla transazione.
E' evidente quindi come, per quanto concerne i pagamenti, un ruolo primario vada
indiscutibilmente riconosciuto alla moneta elettronica e all'emblema che la
stessa ha assunto nella new economy; un'importanza non circoscrivibile solo alla
Rete, ma estendibile anche al mondo fisico reale, alla quotidianità e al
tradizionale modo di "fare shopping".
Il legislatore comunitario prima e quello nazionale poi, consapevoli di tale
innovazione hanno dedicato importanti interventi normativi in materia.
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