Clausole contrattuali bancarie: tanto piccole quanto letaliLunedì 07 Maggio 2007  MUMBAI (India). Una donna di 49 anni si è vista letteralmente prosciugare il
conto corrente dalla propria banca in pochi giorni. La malcapitata cliente
recandosi presso un ATM Bancomat per prelevare contante ha scoperto l'amara ed
apparentemente inspiegabile detrazione: da un saldo iniziale di ben 42,440.00
rupie indiane (pari a circa 765 euro) il conto indicava soli 0.98 paise (meno di
2 centesimi di euro).
La sorpresa è stata un vero shock per la donna (il cui nome non è riportato
dalla stampa indiana), la quale ha prontamente contattato il customer care
dell’istituto di credito nel vano tentativo di contestare l’addebito. Il
servizio clienti ha spiegato che l’anomala detrazione era da imputarsi ad altra
banca presso la quale in precedenza la donna aveva già aperto un conto. Conto le
cui originariamente esigue commissioni erano rimaste per mesi insolute
lievitando fino al suddetto importo.
La detrazione avrebbe trovato legittimazione in una clausola di compensazione
presente nel contratto bancario (c.d. right of set-off) stipulato dalla
cliente con tale istituto, condizione -a detta del customer care- accettata e
sottoscritta dalla donna.
La ‘vittima’ tuttavia ha contestato non solo la mancanza di un preavviso o
di una successiva comunicazione da parte di entrambe le banche, ma anche il
presunto ‘raggiro’ subito in fase precontrattuale dalla prima banca, ricevendo
rassicurazioni su ciò che andava a sottoscrivere ed essendo tale clausola -a
detta della donna- praticamente illeggibile per le dimensioni e la qualità di
stampa.
A parte la 'leggerezza' della cliente nella stipula, la vicenda denuncia ancora
una volta la scarsa trasparenza di determinati contratti e l’affinamento di
pratiche particolarmente ‘sleali’ da parte di taluni istituti di credito. Non
che in Italia la situazione sia invidiabile, ma la notizia in oggetto è
eloquente della scarsa tutela del consumatore in Paesi quali l'India dove il
sistema bancario è piuttosto libertino verso la clientela.
H.N.Sinor, direttore esecutivo dell’IBA (Indian Banks’ Association) ha ammesso
candidamente che è prassi particolarmente amata da molte banche indiane quella
di ‘attendere’ volutamente alcuni mesi prima di procedere a tali addebiti
invocando la suddetta clausola. L’attesa troverebbe motivazione nel voler
astutamente far lievitare la mole di interessi e la conseguente somma dovuti -in
tali particolari circostanze- dal cliente.
Pratica inquietante ove si pensi che nonostante il silenzio iniziale della banca
creditrice, la donna aveva ugualmente informato l’istituto dell’imminente
versamento della somma dovuta, ricevendo dall’altra parte rassicurazioni senza
alcuna indicazione temporale entro cui accreditare la somma o avvertimento sulle
conseguenze dell'addebito insoluto. Fonte: www.indiapress.org
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