Continua la caccia agli evasori su eBay. In Veneto le prime irregolarità.
autore: Daniela Carella
12/10/2009
Continua la caccia agli evasori su eBay. In Veneto le prime irregolarità.
Come da tempo preannunciato e da alcuni temuto, l’amministrazione finanziaria, allo scopo di contrastare potenziali fenomeni evasivi nel settore del commercio elettronico, ha intrapreso una serie di indagini ad ampio raggio su chi, “in maniera abituale”, compie affari sui principali siti di aste on-line, ricavando volumi d'affari cospicui e non indicandoli nella dichiarazione dei redditi.

La Direzione Regionale delle Entrate del Veneto in collaborazione con la Guardia di Finanza, con un comunicato del 14 settembre 2009 (ripreso da ItaliaOggi), infatti, ha reso noto di aver focalizzato le proprie indagini soprattutto su chi ha venduto negli ultimi tempi attraverso eBay.

Nella prima fase i controlli si sarebbero concentrati su chi ha dichiarato in passato redditi da lavoro dipendente (insegnanti, impiegati, dipendenti pubblici, ecc.) ed è risultato privo di partita IVA. I tecnici della D.R.E., con l’ausilio di un software innovativo in grado di leggere e selezionare le transazioni più remunerative pubblicate su eBay, avrebbero individuato per il solo anno 2007, 900 veneti che avrebbero utilizzato la piattaforma per attività di commercio elettronico; di questi una settantina -dieci per ogni provincia- avrebbero effettuato centinaia di transazioni realizzando cospicui introiti.

In un secondo momento per ognuno di questi potenziali evasori, la GdF avrebbe richiesto ad eBay, di conoscere i dati anagrafici, quelli fiscali dichiarati dagli stessi utenti nella procedura di iscrizione alla piattaforma nonché l’esatto ammontare monetario delle transazioni ed il loro numero.
I dati in tal modo raccolti (nome e cognome dell’utente, ragione sociale, nickname, indirizzo, numero telefonico, e-mail, codice fiscale, numero di oggetti venduti) sarebbero stati confrontati con il volume d’affari esposto in dichiarazione ed il numero delle operazioni eseguite allo scopo di verificare se tutte le operazioni compiute su eBay fossero state effettivamente contabilizzate.

Secondo quanto documenta ItaliaOggi, dalle informazioni finora raccolte, sarebbe emerso che i soggetti “indagati” avrebbero dichiarato al Fisco normali redditi da impiegati (il loro lavoro effettivo) omettendo, però, di inserire nei 730 decine di migliaia, ma anche centinaia di migliaia di euro, frutto delle loro transazioni commerciali on-line.

Su tutti uno dei casi più eclatanti è stato quello di un contribuente della provincia di Vicenza che nel 2005 avrebbe realizzato attraverso eBay oltre 8 mila vendite, ricavando 160 mila euro e l'anno successivo 13 mila transazioni, per un totale di 380 mila euro, saliti a 1,3 milioni di euro complessivi negli anni 2007 e 2008, periodo in cui l'utente in questione avrebbe concluso circa 38 mila transazioni. Il tutto senza avere partita IVA e dichiarando, sempre per il periodo in questione, nel modello 730, un reddito da normale lavoro dipendente.

Inutile dire che tutto ciò non completa il quadro dei potenziali evasori all’interno del noto portale d’aste, dal momento che i soli uffici delle Entrate del Veneto concluderanno le operazioni di verifica entro la fine del prossimo mese di novembre. Successivamente, infatti, partiranno i controlli anche su molti altri soggetti, e in molte altre regioni.

Daniela Carella
per International Traders

Fonte: www.intertraders.eu

Stampato da International Traders - www.intertraders.eu © 2007-2012 - Leggere attentamente le Note Legali