eBay, storie di aste e contenziosi giudiziari autore: Redazione InterTraders 02/03/2009 ![]() Ancora novità dal mondo delle aste on line e, sebbene non facciano più notizia
le controversie giudiziarie che vedono contrapposte maisons francesi e
rinomate multinazionali a eBay, fa discutere quanto accaduto nell'ultima
settimana in Germania, dove il Tribunale di Dusseldorf ha riconosciuto
la non colpevolezza del portale di aste nella vendita di falsi orologi Rolex
sulla piattaforma.
La controversia, intrapresa dalla stessa Rolex SA nel lontano 2001, era finita nel 2007 innanzi alla Corte Federale di Giustizia tedesca (organo supremo giurisdizionale in Germania), che pur non riconoscendo eBay come responsabile per il pregiudizio patito da Rolex dalla vendita di falsi orologi sulla piattaforma, aveva comunque invitato la società a monitorare le proprie aste e ad intervenire prontamente di fronte alle segnalazioni di inserzioni illecite. Su quest'ultimo aspetto la Suprema Corte tedesca aveva rinviato il procedimento al Tribunale di Dusseldorf, ma qui le ultime pretese risarcitorie di Rolex sono venute meno. I giudici tedeschi, infatti, avrebbero scagionato ancora una volta eBay, ritenendo infondate le accuse mosse dal produttore svizzero di orologi che in sede processuale non sarebbe riuscito a dimostrare in maniera convincente il lassismo e l'inerzia della società di fronte alle segnalazioni di aste illecite. Una decisione che si inserisce in un puzzle giurisdizionale alquanto eterogeneo a livello internazionale (viste negli ultimi anni le pronunce ora favorevoli, ora sfavoreli nei confronti di eBay), ma che tuttavia, in questo periodo, non è l'unico evento che catalizza l'interesse di milioni di ebayers nel mondo. E' di questi giorni, infatti, la notizia (diramata da AuctionBytes.com) che due importanti contenziosi promossi negli USA da altrettanti venditori contro eBay potrebbero assumere presto i toni di una vera e propria class action; le ragioni in questo caso non sarebbero legate ad illeciti perpetrati da terzi sulla piattaforma, ma dall'atteggiamento monopolista di eBay nel mercato delle aste on line e in particolare nei sistemi di pagamento ad esso riconnessi (dove PayPal sarebbe obbligatorio in alcuni settori, scoraggiando -a detta dei due venditori- in altri il ricorso a sistemi di pagamento alternativi). Come se non bastasse, è dall'Estremo Oriente che giungerebbe tuttavia la vera “mazzata” per la società. Nei giorni scorsi Internet Auction Co. (provider di aste n.1 in Corea, da tempo sotto il controllo di eBay) avrebbe subito una violazione dei propri server da parte di ignoti cybercriminali con il conseguente furto di dati personali di centinaia di migliaia di iscritti. IAC avrebbe diramato un comunicato sull'accaduto ai suoi 20 milioni di utenti e, vista l'entità del danno, starebbe valutando di offrire agli interessati un rimborso in denaro “simbolico” (si parla di somme dai 35 ai 70 dollari, all'incirca dai 25 ai 60 euro); cifre in ogni caso irrisorie se paragonate al mega-risarcimento che la stessa società potrebbe essere costretta a pagare agli oltre 141.000 utenti che per l'accaduto hanno già adito le vie legali. Redazione InterTraders Fonte: www.intertraders.eu |
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