Lacrime di coccodrillo, per gli ebayers sarebbero solo lacrime di coccodrillo
quelle che eBay starebbe versando nelle ultime ore con il comunicato diffuso a
livello planetario sui vari portali d'aste nazionali.
L'
annuncio, che riportiamo integralmente a seguire, è stato
pubblicato a seguito della pesante
sentenza pronunciata in
Francia nei giorni scorsi contro il colosso delle aste on line (che dovrà pagare
circa 40 milioni di euro alla multinazionale francese LVMH - Louis Vuitton Moët
Hennessy S.A.)
per aver permesso consapevolmente la vendita su eBay di
profumi, capi, borse e accessori di abbigliamento contraffatti.
"Caro Utente,
nei giorni scorsi avrai sicuramente letto sui giornali o in Internet della
sentenza di un tribunale francese nell’ambito di un procedimento nei confronti
di eBay.
Come nostro utente, ci teniamo particolarmente che tu sia a conoscenza del
quotidiano impegno di eBay nella lotta
alla contraffazione su tutti i siti e che tu vi abbia piena fiducia. eBay
investe ogni anno milioni di euro per salvaguardare il sito dalla vendita di
prodotti contraffatti. Nel 2007, abbiamo rimosso a livello globale 2 milioni di
oggetti potenzialmente contraffatti, sospendendo 50.000 venditori che tentavano
di proporre merce falsa.
I nostri sforzi per rimuovere gli oggetti contraffatti, spesso prima che questi
siano visibili ed eventualmente acquistati dai nostri utenti, sono riconosciuti
da oltre 18.000 aziende che lavorano costantemente con noi per identificare ed
eliminare dal sito gli oggetti contraffatti.
Pur riconoscendo l’importanza di combattere la contraffazione, non siamo
d’accordo con l’applicazione eccessivamente ampia di politiche commerciali
restrittive del commercio di oggetti autentici, a spese della libertà di scelta
dei consumatori, e che minacciano l’attività dei nostri venditori onesti e la
possibilità dei nostri acquirenti di fare buoni affari sul sito.
L’implementazione di eccessive restrizioni alla vendita o rivendita di oggetti
da parte dei produttori costituiscono una pratica anti-concorrenziale, che
genera pesanti limitazioni per tutta la Community di acquirenti e venditori.
Questo è riconosciuto dai legislatori dell’Unione Europea, che stanno cercando
di creare regole migliori per le vendite online in modo tale da promuovere
l’e-commerce in Europa. Il nostro supporto va ad un mercato libero e onesto, che
porti dei benefici a tutti gli utenti.
Continueremo la nostra lotta alla contraffazione, ma non possiamo accettare
tentativi antistorici di danneggiare consumatori e venditori ponendo ingiuste
limitazioni alla loro libertà di commerciare su Internet nel rispetto delle
leggi. Continueremo a combattere per difendere la possibilità di fare affari
attraverso l’e-commerce. Abbiamo presentato ricorso in appello contro la
sentenza francese."
Un comunicato che suona come una vera e propria
autodifesa da
parte del portale d'aste: se da un lato, infatti,
evidenzia la volontà
di eBay di combattere la contraffazione sui propri portali nel mondo
(come da sempre la società dichiara di fare),
dall'altro non accetta il
divieto -contenuto nella sentenza francese- di limitare la vendita sul sito
d'aste anche dei prodotti autentici dei marchi appartenenti al gruppo
LVMH. Secondo i responsabili di eBay, infatti, tale decisione
circoscriverebbe la vendita dei prodotti griffati del gruppo LVMH (tra cui
Christian Dior, Kenzo, Givenchy, Guerlain etc.) ai soli circuiti autorizzati
dalla multinazionale di moda francese,
limitando gravemente la libera concorrenza tra i
rivenditori e la libertà di scelta (e di fare affari) per i consumatori.
Interessati a conoscere le reazioni della community all'annuncio in questione
(pubblicato sui vari portali della società ora a firma Douglas S. McCallum,
vicepresidente di eBay in Europa, ora a firma di David Pride vicepresidente e
responsabile per la sicurezza di eBay negli USA) abbiamo sondato alcuni dei
"punti di ritrovo" degli ebayers nel mondo, partendo dal forum di eBay.it dove
una discussione intitolata
"EBAY E IL PIANTO DEL
COCCODRILLO IN BACHECA DEL 3/07/08" è accompagnata dall'ilarità e
dal sarcasmo di alcuni utenti e dalla diffidenza di altri, che ritengono il
comunicato e le buone intenzioni manifestate dalla società -in
particolare la volontà di proporre appello contro la sentenza-
come una
semplice strumentalizzazione finalizzata ai propri interessi.
Anche su uno dei principali
newsgroup italiani dedicati a eBay sono già comparsi i
primi messaggi dedicati
all'argomento e
anche in questo caso scetticismo e sarcasmo la fanno da
padrone; un utente in particolare si chiede se, dopo i buoni propositi mostrati
nel comunicato, eBay non diventerà una ONLUS.
Sul forum francese di eBay, invece,
largo spazio è dedicato alla sentenza e ai suoi
possibili risvolti (economici e giudiziari), mentre, sul forum di eBay.com, alle
lamentele di un utente che dice -con riferimento al comunicato postsentenza di
eBay- di aver segnalato varie volte vanamente la vendita di merce taroccata sul
sito d'aste, un utente
replica che d'ora in poi le segnalazioni
andranno fatte direttamente ai titolari dei marchi contraffatti.
Alla
luce della sentenza, infatti, hanno loro il "potere" per farle
rimuovere.Redazione InterTraders