Conoscere in anticipo il livello di pericolosità di un sito web, a quanti
lettori farebbe comodo?
Di certo gioverebbe ai più inesperti, considerata la mole di email truffaldine
che ogni giorno riempie le nostre caselle di posta elettronica e i tanti siti dannosi in cui capita di
imbattersi tramite un comune motore di ricerca.
Perchè allora non stilare una classifica, magari basata sulla nazionalità o il
genere di appartenenza dei vari TLD (Top Level Domain o domini di primo livello)
dei siti Internet,
che elenchi i domini in base al livello di
rischiosità o di sicurezza nella navigazione?
Recentemente McAfee Inc., la nota azienda americana leader nella sicurezza
informatica, ha pubblicato un interessante documento denominato
"Mapping
the Mal Web" che raggruppa i vari TLD per area geografica e
tipologia, classificandoli in base al livello di rischiosità per gli
internauti. Un'indagine effettuata su oltre
9 milioni di siti
Internet nazionali (.it, .fr, .ro, etc.)
di oltre 256 Paesi e
generici (gov, org, etc.), che oltre al contributo del team di esperti
McAfee, si è avvalsa delle segnalazioni fatte dai vari utenti alla società.
Vediamo, quindi, i risultati più interessanti che emergono dal
"Mapping the
Mal Web 2008", con la premessa che per "rischiosità" deve
intendersi
la possibilità che il sito nasconda tentativi di phishing, exploits,
finestre pop-up particolarmente invasive, virus, trojan, keyloggers,
spyware e quant'altro di malevolo mina la navigabilità o l'utilizzo di
informazioni personali in Rete.
Un primo dato interessante che emerge dal documento pubblicato da McAfee è
senz'altro costituito
dalla leadership a livello mondiale dei domini
asiatici .hk e .cn (rispettivamente di Hong Kong e Cina),
utilizzati per attività truffaldine e dannose per gli utenti e
costituenti oltre il 30% degli oltre 9 milioni di siti monitorati dalla
società(!)
Nella zona geografica compresa tra Europa, Medio Oriente e Africa, i siti più
pericolosi sono quelli che presentano
il suffisso rumeno, russo e
ucraino (.ro, .ru e .ua), mentre quello italiano (.it) è "solamente"
ottavo.
Nelle Americhe, invece, i domini preferiti da crackers e criminali sono quelli
statunitense, argentino e brasiliano (.us, .ar e .br).
Al contrario, meno pericolosi per gli utenti
sarebbero i siti con
suffisso finlandese, giapponese e colombiano (.fi, .jp e .co), con una
percentuale di rischiosità che va dallo 0,05 allo 0.25% del campione esaminato.
Preoccupante, al contrario, la situazione dei siti con suffisso generico; in
questo caso nella "top eight" i primi posti spettano rispettivamente ai domini
.info e .net.
L'indagine, tuttavia, non si ferma ad una comparazione strettamente numerica dei
pericoli rilevati nei siti in questione, e ulteriori grafici e tabelle elencano
i vari Paesi anche per tipo di minaccia.
In una catalogazione del genere emerge, ad es.,
che i siti da cui parte
la maggior quantità di spam o di posta truffaldina, sono quelli -già visti- con
suffisso .info, .cn e .hk, mentre la maggior parte degli exploits sui browsers e
i sistemi operativi dei navigatori vengono perpetrati tramite siti con dominio
di nazionalità rumena (.ru).
Il resto dei dati pubblicati da McAfee è interessante tanto quanto allarmante,
soprattutto se raffrontato con l'elenco stilato dalla società un anno fa e
rispetto al quale
il dato più rilevante è costituito dal maggior
utilizzo dei siti orientali per compiere attività illecite e dannose a scapito
di ignari visitatori. Fenomeno questo, frutto probabilmente della
leggerezza burocratica e della mancanza di controlli, che in alcuni Paesi
permettono a criminali e malintenzionati di registrare domini Internet con una
certa disinvoltura e libertà di azione.
Il
"Mapping the Mal Web 2008" è consultabile al seguente link:
http://www.mcafee.com/us/local_content/misc/mapping_the_mal_web_
2008.pdfRedazione InterTraders